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AREE DI INTERVENTO

Salute Mentale

salute mentale
Al fine di individuare le azioni per il triennio 2009-2011 nell’area della Salute Mentale non si può non partire dalla considerazione che nel Distretto di Luino si è verificato, nel corso del 2008, un potenziamento ed una significativa diversificazione delle unità di offerta residenziale e semiresidenziale proprie della rete sanitaria e socio-sanitaria afferenti all’Azienda Ospedaliera “Fondazione Macchi” di Varese. Tale implementazione trae origine dall’attuazione degli indirizzi del “Piano regionale triennale per la salute mentale”, approvato nel 2004 e dal conseguente provvedimento di riordino della residenzialità psichiatrica (D.G.R. 4221 del 2007) che ha comportato la ridefinizione dei profili delle unità d’offerta in tale ambito.
Nel territorio distrettuale, quindi, hanno trovato collocazione 2 ulteriori Servizi, uno residenziale (Comunità Protetta) ed uno semiresidenziale (Centro Diurno), fra loro anche logisticamente collegati, che assorbono il bacino di utenza coincidente con l’Unità Operativa Psichiatrica I (Luino - Laveno – Cittiglio) e che hanno completato l’offerta ed il presidio delle unità di offerta psichiatriche del territorio.
Questa premessa risulta significativa rispetto all’esigenza - che si prospetta già come obiettivo del nuovo Piano di Zona - che il lavoro di rete e di raccordo tematico ed operativo fra operatori, servizi, istituzioni venga rafforzato e presidiato attraverso idonei strumenti di gestione delle reciproche relazioni e competenze tali da garantire, d’intesa con l’Azienda Sanitaria Locale, l’integrazione degli interventi e l’informazione ai cittadini sulle opportunità ed i sostegni per trattare il disagio psichico.
Del resto il numero delle persone del Distretto di Luino in carico, al 31 dicembre 2007, al servizio psichiatrico territoriale d’elezione (il Centro Psico Sociale) pari a 473 unità (467 era risultato l’analogo dato al 31.12.2005) - in prevalenza donne (261) e con una schiacciante rilevanza, quanto all’appartenenza anagrafica, alla fascia 26-65 anni (370 persone totali, con uguale distribuzione nei 2 range 26-40 e 41-65 anni) - sembra confermare la presenza di un bisogno di cura e supporto territoriale con risvolti anche sociali (¼ circa delle situazioni prese in carico manifesta anche necessità o richieste orientate in questa direzione).
A fronte di tale bisogno sul versante sociale e relativamente all’integrazione lavorativa è stata avviata dall’Azienda Ospedaliera, in collaborazione con il Distretto di Luino e quello di Cittiglio, una sperimentazione (il progetto “Psichiatria e Territorio” numericamente di modesto rilievo, ma qualificante dal punto di vista metodologico) tutt’ora in corso e da sostenere anche nel triennio 2009-2011, volta a realizzare tirocini osservativi propedeutici all’invio dei pazienti psichiatrici ritenuti idonei al servizio distrettuale N.I.L. e ciò con l’obiettivo di rendere più aderenti alle caratteristiche dei destinatari e quindi maggiormente efficaci gli interventi di integrazione lavorativa a favore delle persone con disagio psichico.
A proposito invece delle esperienze di residenzialità leggera a supporto dei pazienti stabilizzati e per i quali possa essere esperita una progettualità volta all’autonomia di vita, dal Distretto di Luino è stato sottoscritto nel 2007, insieme ad altri soggetti, un Protocollo relativo alla promozione ed al sostegno dell’Housing Sociale. L’esperienza molto limitata che è stata possibile fare al riguardo, mediante l’inserimento nel progetto di un paziente (avvenuto attraverso l’erogazione di specifico 71 Titolo Sociale), ha tuttavia mostrato da un lato le potenzialità derivanti dall’estensione delle forme di Housing Sociale, dall’altro ne ha confermato le criticità attuative e cioè la necessità di realizzare modalità forti di coordinamento ed integrazione fra territorio, servizio sanitario, rete del volontariato perché tali esperienze, certamente suggestive, possano essere riconosciute come patrimonio della comunità e non solo come uno strumento per ridurre i pesanti costi della residenzialità sanitaria. Infine, nell’area psichiatrica, che deve conoscere una maggiore confluenza in logiche programmatorie non separate e proprie, ma integrate con il territorio, appare rilevante la possibilità di garantire, a soggetti del 3°Settore che si preoccupano principalmente della tutela e del sostegno delle famiglie toccate dal disagio psichico, forme di supporto e valorizzazione - peraltro già avviate - che ne riconoscano e promuovano il valore sociale.