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AREE DI INTERVENTO

Nuove Povertà

nuove poverta
Nell’area nuove Povertà ed Emarginazione sociale prima di esplicitare gli interventi e le azioni di realistica attivazione nella nuova programmazione del Piano di Zona alla luce anche delle indicazioni regionali in tema di integrazione, fra le altre, delle politiche del lavoro e della casa, giova richiamare alcuni elementi conoscitivi che possono costituire indicatori, parziali ma sensibili, rispetto alla specifica situazione del Distretto di Luino.
Un primo riferimento può essere costituito dal volume di interventi legati al Fondo Sostegno Affitti, erogato dalla Regione Lombardia ed integrato dai Comuni in relazione alle gravi difficoltà socio-economiche riscontrate nella situazione dei richiedenti, che nel 2007 è stato destinato ai Comuni del Distretto di Luino e dagli stessi rendicontato.
L’insieme di tali risorse si è attestato attorno alla somma complessiva di € 514.199,88, di cui € 440.819,43 erogati dalla Regione per un numero di interventi in relazione alle situazioni sostenute di almeno 302. Analogo dato riferito all’annualità precedente (2006) indica un finanziamento regionale - pari ad € 440.238,19 - in sostanziale continuità con quello registrato nell’anno successivo, mentre il fondo integrativo messo disposizione dai Comuni è stato nel 2006 di € 94.986,22 per un intervento complessivo a sostegno degli oneri di locazione di € 535.224,41. Altro dato di qualche interesse, seppure parziale, è che almeno 991 sono state le istanze soddisfatte di accesso al Fondo Sostegno Affitti nel triennio 2005-2007 (di cui almeno 137 ricadenti nella tipologia della “grande difficoltà economica”). Naturalmente il dato in precedenza rappresentato costituisce un primo riferimento di carattere generale che può indicare, anche se in modo non esaustivo, una tendenza distrettuale in via di consolidamento relativa all’emersione di crescenti criticità rispetto alla capacità delle famiglie e dei singoli di sostenere l’impatto economico dei canoni di locazione che esulano dalla tipologia specifica e “calmierata” dell’edilizia residenziale pubblica, peraltro ormai di difficile accesso.
Un ulteriore indicatore può essere individuato nel volume delle risorse economiche che i Comuni dell’Ambito hanno destinato agli interventi di erogazione di forme di assistenza economica generica nel corso del biennio 2006-2007 e che costituiscono le prime misure di sostegno alle povertà diffuse ed alla contrazione della capacità di reddito delle persone: sono stati destinati al riguardo € 156.338,98 che rappresentano il 2,4% circa delle risorse autonome complessive che i Comuni impiegano per alimentare il loro sistema di welfare, mentre gli interventi realizzati hanno consentito di sostenere almeno 273 situazioni di rilevante fragilità socioeconomica.
Un altro indicatore che prefigura il sistema di criticità presente in ambito distrettuale rispetto al tema delle povertà di nuova o consolidata manifestazione e tipologia - e quindi al rischio che le forme di inclusione sociale possano trovare contrazione - può essere rinvenuto nei dati relativi a come il mercato del lavoro è o è stato in grado di assorbire e dare risposta positiva ai bisogni di “lavoro” e collocamento attivo espressi e registrati attraverso le preposte agenzie provinciali per l’impiego. Anche in questo caso il dato di riferimento si costituisce e viene anticipatamente dichiarato come fattore indicativo e prognostico di larga massima e di valore tendenziale, non essendo ancora pienamente dispiegata la possibilità che il Piano di Zona, in sinergia con gli altri ambiti programmatori del territorio, realizzi politiche preventive integrate ed esaustive dei principali temi di interesse collettivo ( potenzialità e criticità proprie del mondo del lavoro, della formazione professionale e della scuola in generale, interventi a supporto delle politiche abitative ecc.). Per ogni ulteriore ragguaglio od approfondimento in ordine al tema della dinamica occupazionale e produttiva in Provincia di Varese con alcuni fuochi informativi sintetici, ma significativi, rispetto alla realtà del Centro per l’Impiego operante nel territorio distrettuale, si può rimandare ad una più attenta lettura dell’ampio documento :“Il mercato del lavoro in Provincia di Varese - Report 2007” prodotto nel 2008 dall’Osservatorio del mercato del lavoro istituito presso la Provincia di Varese in capo all’Assessorato Lavoro e Politiche Giovanili. In questa sede ed ai fini della sintetica rappresentazione del quadro generale di riferimento per il Distretto di Luino relativamente alle dinamiche proprie del mercato del lavoro non possono non essere richiamati alcuni elementi conoscitivi che restituiscono l’immagine di un territorio che negli ultimi anni ha sperimentato criticità, fatiche ed anche contraddizioni in ordine al tema della realtà occupazionale. In particolare possono essere posti all’attenzione i dati relativi al Centro per l’impiego di Luino relativamente allo “stock” degli iscritti e al dato di flusso al 31 dicembre 2007, intendendo con questi due indicatori il numero globale degli iscritti stratificato nel tempo (il primo) ed invece la movimentazione dinamica - significativa rispetto alle caratteristiche ed alle criticità del mercato del lavoro - avvenuta nel corso del 2007 (il secondo). Gli iscritti “sedimentati” presso il Centro per l’ Impiego di Luino erano 3.738 (di cui 331 extracomunitari), con prevalenza di donne (il 57%), e rappresentavano il 7,1% dello stock provinciale, mentre il dato relativo al flusso di iscrizioni segnalava un numero di 1.708 nuovi accessi (di cui 217 di persone extracomunitarie), pari al 7,6% del movimento di flusso riscontrato in tutta la provincia. Giova ricordare, anche in questo caso come riferimenti tendenziali, che i dati di flusso in ambito provinciale delineano un trend volto alla crescita costante delle iscrizioni annuali (si è passati dalla 14.783 del 2004 alle 19.563 del 2007). Inoltre le iscrizioni di flusso hanno riguardato per la stragrande maggioranza persone disoccupate in prevalenza donne nella fascia anagrafica 26-55 anni (17.536 persone - su 19.563). Infine, un ulteriore fenomeno riscontrato dall’Osservatorio Provinciale sul mercato del lavoro, peraltro in sintonia con rilevazioni più generali e sempre riferito al 31 dicembre 2007 (ma lo stesso Osservatorio ha formulato previsioni più fosche per l’anno 2008), è che, pur essendo stato il tasso di disoccupazione provinciale in contrazione (dal 3,8% del 2006 al 2,9% del 2007), ciò non significa di per sè che la disoccupazione sia in decremento, ma piuttosto che si manifestino tendenze preoccupanti alla cosiddetta “disoccupazione nascosta” – causata dall’ “effetto scoraggiamento” presente soprattutto nelle “fasce deboli del mercato del lavoro”- che comporta la rinunzia preventiva, soprattutto da parte delle donne, alla ricerca attiva del lavoro che, se reperito, ha la schiacciante caratteristica della precarietà (su 29.794 avviamenti ad occupazione in Provincia di Varese al 31 dicembre 2007 solo il 25,5 % ha riguardato contratti a tempo indeterminato). Aver posto in rilievo, attraverso la scelta di alcuni indicatori, la possibile ampiezza del fenomeno delle povertà nuove e vecchie e del possibile depauperamento di fasce di popolazione comporta la responsabilità di individuare misure ed interventi a contrasto che possano essere accolte con un approccio realistico nell’ambito delle azioni del Piano di Zona. Il primo obiettivo perseguibile nell’area del sostegno al lavoro non può che essere di natura sistemica e riguardare la possibilità – già peraltro messa a tema in occasione delle riflessioni attorno al Servizio N.I.L.- che le agenzie, a partire da quelle pubbliche, che si occupano di collocamento attivo e delle attività di “matching” fra offerta e domanda possano rappresentarsi come interlocutori di un sistema aperto in cui il Piano di Zona è partner nel condividere e diffondere conoscenze, nel raccogliere e rappresentare sensibilità, nel realizzare interventi integrativi possibili anche in considerazione della complessità e della pluralità degli attori e dei fattori, di rilevanza prevalentemente esterna, che governano il sistema dell’occupazione. A fronte dell’emergere e del consolidarsi nel corso del 2008 e soprattutto nei primi mesi del 2009 di fenomeni internazionali, nazionali e locali di rilevante difficoltà di tenuta del sistema produttivo e del mercato del lavoro e di pesanti conseguenze che determinano il manifestarsi impetuoso di nuove forme di povertà relative alla capacità delle persone e delle famiglie di mantenere i precedenti livelli di vita, pare opportuno che si mobilitino i soggetti (istituzionali, economici, produttivi, solidaristici) che concorrono a governare i fenomeni economici e quelli politici attraverso azioni concertate e sinergiche a contrasto dei rischi di impoverimento globale e progressivo della popolazione. Naturalmente il livello di attivazione attorno a questi temi deve risultare il più ampio ed “alto” possibile, collocato cioè dove maggiormente si determinano ambiti decisionali che possono influire sulle scelte opportune da compiersi: il Piano di Zona per la sua parte può concorrere a dare impulso ai processi concertativi generali e di dimensione sovra-territoriale necessari ad affrontare il tema delle povertà emergenti nell’attuale congiuntura socio-economica. Altri obiettivi possibili potranno far riferimento all’avvio di iniziative sperimentali in ordine alla “conciliazione dei tempi di vita e di lavoro” che favoriscano e sostengano la richiesta soprattutto delle donne di godere di pari condizioni per poter accedere, senza penalizzazioni personali e familiari, al mercato del lavoro e della produzione e ciò tuttavia nella consapevolezza che l’attuale critica situazione occupazionale rende più difficoltoso ed arduo ogni intervento volto a promuovere l’ingresso delle donne nel mondo del lavoro. Relativamente invece agli interventi a contrasto delle forme di povertà e di incentivazione dell’inclusione sociale si potranno sperimentare le forme di sostegno economico su base progettuale già descritte nella parte relativa ai Titoli Sociali, si potranno altresì attivare modalità sperimentali per supportare ed estendere le attività dei soggetti del 3° Settore che nel territorio si occupano di ascoltare i bisogni primari 70 delle persone in situazione di grave fragilità socio-economica e di dar loro una prima tempestiva risposta, dovrà essere infine presidiata, attraverso il richiamato potenziamento del Segretariato Sociale, la possibilità di conoscenza e di fruizione di tutte quelle occasioni supportive non solo distrettuali, ma anche regionali e nazionali, che tentano di contrastare le fragilità socio-economiche delle fasce più deboli e a rischio di crescente impoverimento.