Il Piano Sociale di Zona è giunto ormai alla
IV generazione. Evocare la parola "generazione" a proposito del documento programmatorio triennale che regola ed
indirizza le politiche sociali e la loro integrazione, fra le altre, con quelle socio-sanitarie comporta riflettere sul duplice aspetto della potenzialità generativa (chi genera cosa)
e sull'altro dell'evoluzione nel e del tempo: essere arrivati alla IV generazione significa essere nella
pienezza dei tempi, in una stagione divenuta matura e che ha dato tutti i
suoi frutti come avviene di solito, per rimanere nel solco della metafora, alle persone e alla loro vita?
E se è così, cosa potrà portare questo tempo di nuovo o preparare per
quello a venire?
In occasione della nascita della IV generazione del Piano lo
scenario nazionale e regionale di riferimento si presenta
terremotato dal punto di vista delle risorse a disposizione che sono drasticamente diminuite passando dai complessivi 205 milioni di euro del 2008 (somma di Fondo Nazionale Politiche Sociali, Fondo Nazionale Non Autosufficienza, Fondo Sociale regionale e Fondo Intesa Famiglia) ai poco più di 95 milioni di euro del 2011 relativi ai medesimi canali di finanziamento (dati I.R.S.) e anche da questa consapevolezza trae origine la
scelta della Regione di piegare la traiettoria del Piano di Zona verso una destinazione nuova e diversa dal passato.
Il Piano, quindi, quale luogo dell'esperienza dove connettere, integrare e innovare le politiche pubbliche: le sociali, le produttive, quelle dell'abitazione, quelle dell'integrazione socio-sanitaria per generare "un
nuovo welfare della sostenibilità e della conoscenza" che riconosca "l'
unitarietà della persona prima che la differenziazione dei bisogni", ricomponendo in unità il frammentato quadro degli interventi".
Anche l'Ambito di Luino dovrà perseguire l'
obiettivo di riconnettere le conoscenze, le politiche e le risorse partendo dalla valutazione del proprio contesto geografico, demografico, socioculturale mettendolo però, in relazione in particolare
con quello più ampio e sovra distrettuale rappresentato dagli Ambiti di Arcisate e Laveno che, per vicinanza geografica e forti similitudini nella composizione del territorio, anche da punto di vista socio demografico, insieme all'Ambito di Luino costituiscono di fatto un continuum territoriale.
Per questa ragione, quindi, insieme a quanto previsto dalla Regione nella
Delibera 2505/2011 rispetto alla capacità di guardare a un contesto di programmazione più ampio e rappresentativo, nel presente Piano e nell'Accordo di Programma dell'Ambito di Luino per la IV triennalità
verranno inseriti elementi qualificanti e sperimentali nella direzione della "sovradistrettualità". Cosìcome si tenterà di definire, nelle ultime pagine del Piano, modalità di sperimentazione
di iniziative nuove, soprattutto nel metodo, che mettano a tema, calandole nella
specifica realtà territoriale, le indicazioni regionali in materia di centralità della
persona e della sua responsabilità, della sua protezione quando si trovi, da sola o
insieme al proprio nucleo di appartenenza, in condizione di particolare fragilità e di
come si debba orientare la costruzione di un nuovo welfare territoriale partecipato.